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Biografia
"Luigi Ballarin"
U
Il mondo s'addormenta in una
calda luce di giacinto e d'oro, così cantava Franco Battiato in una sua
celebre canzone e, così, Luigi Ballarin descrive su tela un mondo che
crediamo di conoscere ma che, in realtà, conosciamo solo attraverso i
media, o meglio, conosciamo quello che i media ci hanno fatto vedere:
l’Islam e il medio-oriente.
Questa realtà tanto amata ed estimata dall’artista, si palesa nella sue
opere in un mantra costante. Lunge dal farsi portatore di idee
socio-politiche, si limita a farci da cicerone nel viaggio che ci induce
a intraprendere, descrivendoci i colori e i costumi di un luogo frutto
di un assemblaggio di ricordi e sensazioni assaporate e penetrate nel
suo essere.
Gli scenari cambiano e i soggetti, spesso figurativi, prendono corpo in
vere e proprie spatolate di colori, reali cumuli di pasta a olio, che ne
suggeriscono la corporeità dei soggetti.
In altri quadri, Luigi Ballarin, rimane leggero e impalpabile, veli di
cipria, cadono in forma di babbucce: ci rimanda all’idea di quello che
vediamo, ci propone la sintesi del tutto per lasciare a noi la facoltà
dell’interpretazione, dell’immedesimazione.
In entrambi i casi, i lavori di grande impatto , ci insegnano
l’osservazione esule dal pregiudizio che in una danza di colori ci
entrano nell’anima.
Giacomo Momo
Gallina
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